Il territorio di Campiglia presenta una gran varietà di suoli e microclimi, perché è a cavallo fra campagna e montagna, fra argille sedimentarie della Val d’Orcia e terreni vulcanici dell’Amiata. Ciò produce altrettanta varietà di associazioni botaniche: ci sono terreni incolti, poveri e argillosi, dove tra le erbe rade e tra i cespugli di ginestre, che all’inizio dell’estate dispiegano la loro sontuosa fioritura, crescono indisturbate rare orchidee di varie specie; ci sono campi coltivati a grano, orzo o erba medica; ci sono distese di uliveti ben curati che producono un olio squisito; ci sono ampi boschi di latifoglie inframmezzati ai campi o raccolti nei profondi valloni a regime torrentizio che incidono i pendii.

C’è infine il denso manto di boschi dei terreni vulcanici della montagna dove si susseguono castagneti ben tenuti che producono i famosi marroni, boschi cedui, abetine o pinetine di rimboschimento e infine più in alto le faggete. Anche i castagneti, col loro suolo sempre tenuto sgombro, offrono l’ambiente ideale per altre varietà di orchidee e per ciclamini, violette e altri fiori di varie forme e colori. Campiglia è un’area marginale e non ha conosciuto né latifondo né mezzadria, ma solo piccola proprietà; non ha industrie, a parte una piccola segheria; inoltre a partire dagli anni sessanta si è progressivamente spopolata. Per tutti questi motivi il suo territorio è rimasto sorprendentemente ben preservato rispetto a quello che è accaduto in altre parti d’Italia e c’è una natura intatta.

Negli ambienti che abbiamo descritto prosperano caprioli, cinghiali, istrici, tassi e un gran numero di uccelli grandi e piccoli. Ma anche sotto un altro aspetto Campiglia conserva qualcosa che altrove è scomparso travolto dalla civiltà dei consumi: nonostante lo spopolamento è un paese ancora vivo e vitale, con un tessuto sociale ben conservato. Lo straniero che abbia occasione di immergersi nella vita del paese vi ritrova il senso di una piccola comunità, altrove quasi perduto, un legame ancora forte col passato e col territorio, e perfino un modo di praticare l’agricoltura abbastanza arcaico, che conserva veri e propri fossili (per esempio qui si vedono ancora i pagliai). Per questi motivi, a cui sono da aggiungere il clima salubre, lo straordinario silenzio, che è forse la cosa che più colpisce quando vi si viene per la prima volta, l’assenza di inquinamento luminoso (questo è uno dei pochi posti in cui nelle notti estive si può ancora vedere la Via Lattea), questo paese gode di una qualità di vita altissima, come dimostra anche il progressivo insediarvisi più o meno stabilmente di gente proveniente dalle grandi e inquinate città. Campiglia è il luogo ideale per chi ama la natura, la quiete e la meditazione, il cibo genuino, il vino schietto e attività sportive come il camminare, l’andare in bicicletta, l’equitazione.

a cura di Silvia Rizzo

Prof. di Filologia medievale e umanistica

Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

tutti gli scatti sono stati realizzati dalla dottoressa  Silvia Rizzo durante le sue passeggiate nei dintorni di Campiglia D’Orcia